Sindaco di Rocca di Papa aggredito nell’ufficio comunale

21/10/2017   11:04

Emanuele Crestini, Sindaco di Rocca di Papa, dopo l’aggressione subita lo scorso 19 ottobre, resta in ospedale, in osservazione.
Due giorni fa una decina di persone ha fatto irruzione nell’ufficio del Sindaco, urlando e minacciando tutti i presenti e creando scompiglio e paura all’interno degli uffici comunali.
Al momento dell’irruzione, Crestini era impegnato in un colloquio con un privato cittadino che è stato interrotto bruscamente.
Il gruppo di persone era guidato da due uomini che il Sindaco ha riconosciuto come esponenti di un gruppo di estrema destra. Si è introdotto nell’ufficio del Sindaco allo scopo di pretendere chiarimenti sulla presunta chiusura da parte dell’amministrazione comunale dell’ Associazione Aurora, che si occupa di fornire sostegno a minori e disabili a Rocca di Papa.
Il Sindaco, l’Assessore Pier Paolo Montaldo e il Consigliere Paolo Gatta hanno immediatamente spiegato al gruppo che la notizia della chiusura dell’associazione è del tutto falsa. Ciononostante, i contestatori non hanno lasciato la stanza di Crestini, al contrario hanno continuato ad urlare e a minacciare i presenti, finché non hanno chiarito la loro intenzione di occupare l’ufficio del Sindaco.
Allertati, dopo alcuni minuti i Carabinieri della stazione di Rocca di Papa sono giunti presso il palazzo del Comune e hanno chiuso le uscite per domandare le generalità a tutti i presenti.
Ma, minacciosi, si sono rifiutati di dichiarare la loro identità. Uno di loro ha perfino urlato minacce in faccia a uno degli uomini dell’Arma.
Dunque i Carabinieri hanno provveduto a far sgombrare l’ufficio occupato, mentre il Sindaco è stato accompagnato in ospedale in seguito a un malore.
Emanuele Crestini ha più volte ribadito, attraverso comunicati ufficiali e Facebook, che la notizia della chiusura dell’Associazione Aurora, la causa dell’irruzione, era stata già smentita, infatti si trattava di voci infondate ed estranee ai corridoi del municipio: «abbiamo dovuto smentire le voci che insinuavano la chiusura del Centro Anziani. Ci siamo presentati di persona alla manifestazione su ai Campi e abbiamo affrontato alcuni ex amministratori che inveivano contro di noi. Il tutto a causa di assolute invenzioni diffuse ad arte da qualcuno».
Appena poco dopo essere stato ricoverato, ha commentato l’accaduto dicendo: «Oggi, ancora, abbiamo dovuto subire un’aggressione, per di più verso rappresentanti delle istituzioni pubbliche. Ho sempre accolto chiunque volesse parlare con me. Le porte del mio ufficio sono sempre aperte. Se le persone di oggi avessero chiesto di incontrarmi per avere chiarimenti, avrei parlato con loro senza problemi. Ma hanno scelto altri metodi».
Secondo Crestini: «Ci sono gruppi, politici e non, che sfruttano i temi sociali e le fasce più deboli della comunità (come gli anziani e i disabili) per aizzare la popolazione contro l’Amministrazione Comunale – continua Crestini – Il loro strumento principale sono le bugie, facendo leva sulla paura delle persone. Ritengo che questi comportamenti siano intollerabili e estremamente negativi per tutti: per chi è in difficoltà, che diventa vittima due volte, e per chi preferisce lo scontro fisico al dialogo. Un modo di agire che manifesta la debolezza delle loro posizioni. La forza fisica non può prevalere sulle idee e sul rispetto delle persone».
Molti incoraggiamenti per la salute e il lavoro del Sindaco sono arrivati dai cittadini di Rocca di Papa, anche attraverso i social network.
Scrive Ines: «Mi dispiace molto per l'accaduto, sindaco. E per la situazione in generale, è una brava persona e queste cose non dovrebbero mai accadere. Tenga duro!» e riflette Elio: «Il livello di questi episodi dovrebbe piuttosto far riflettere tutti, sui mezzi che la politica sia disposta ad usare, non avendo più argomenti di merito…».
Fulvio è più perentorio: «Prima cosa il Sindaco va rispettato, secondo non condivido affatto le prepotenze aggressioni e false notizie per il tornaconto di qualcuno. Le cose vanno verificate e discusse». E non possiamo che essere d’accordo con quanti pensano, parlano e agiscono nel rispetto delle persone e delle civili e democratiche discussioni.