Chi perde i documenti potrà andare direttamente in Comune

30/10/2017   08:05

Smarrire i documenti in Italia è un vero e proprio incubo tra denunce e lungaggini burocratiche che il povero malcapitato è costretto a sopportare. Ma un’auspicabile semplificazione potrebbe essere alle porte, sia per i cittadini, sia per le pubbliche amministrazioni.
Ogni anno in Italia ci sono 2 milioni e mezzo di denunce di smarrimento di documenti che impegnano centinaia di uomini tra polizia e carabinieri in un’ attività amministrativa a basso valore aggiunto e ad alto costo, soprattutto, che si rivela inutile. Pertanto, «l’idea è quella di creare un meccanismo per il quale, se uno perde la carta d’identità, vada direttamente a Comune” per rifarla, senza che sia necessario sporgere denuncia prima. Lo ha dichiarato il commissario alla spending review Yoram Gutgeld in commissione federalismo fiscale questa mattina, spiegando che in questo modo non solo si semplifica la vita dei cittadini, ma si liberano le forze dell’ordine da un’incombenza inutile, a vantaggio del presidio del territorio e della sicurezza.
Gutgeld ha anche fornito i dati della spesa pubblica italiana, che è di 830 miliardi, dei quali 300 sono per sanità, scuola e forze di polizia, circa 60miliardi sono investimenti in conto capitale; la spesa sociale è di 340 miliardi. Infine ha ricordato che quest’anno sono stati risparmiati quasi 30 miliardi di capitoli di spesa riducendo il personale della pubblica amministrazione del 4% e quello dei ministeri del 7%. Il 17% dei risparmi riguarda la pubblica amministrazione locale, il 24% la pubblica amministrazione centrale.
Per quel che riguarda le stazioni di polizia a presidio della sicurezza, Gutgeld ha fatto sapere che «è in corso un lavoro di ottimizzazione del presidio territoriale», visto che oggi ci sono «oltre 9 mila stazioni tra polizia, Gdf e carabinieri, ma la rete riflette l’Italia di 40 anni fa, sia in termini di attività criminali sia in termini di demografia». Una situazione lacunosa che ad esempio lascia senza presidi le periferie urbane. Perciò è in atto anche un lavoro di analisi che comporterà la chiusura di alcune stazioni e la riapertura i altre zone. Ad esempio, a Roma ci sarà la chiusura-accorpamento di 10 stazioni e l’apertura di 5 nuove in periferia.
Entro l’anno, il commissario alla spending review spera di terminare il lavoro d’analisi. Poi, per l’attuazione, la parola passerà al Ministro Minniti.