La terra trema ancora

02/11/2017   00:00

Una scossa di terremoto di magnitudo 3.7 è stata avvertita lo scorso 1 novembre, alle 19.04 in provincia di Rieti. L’epicentro: Cittareale, con Amatrice e Accumoli che ancora non trovano pace. Il terremoto, di una profondità di 9.9 chilometri. Non si segnalano danni a persone o cose, ma le scosse sono state avvertite anche a Tivoli e Subiaco. Quei Monti Simbruini e Tiburtini che tremarono un anno fa, le case molto vecchie, gli avvertimenti dei sismologi “potrebbero esserci altri terremoti in futuro, la zona è ad alto rischio sismico”, sono ricordi ancora troppo vivi per lasciare che si dorma tranquilli.



Ma gli esperti rassicurano: anche se la terra trema, i terremoti che interessano i dintorni di Roma (Castelli Romani, Colli Albani, Valle dell’Aniene, Monti Tiburtini e Simbruini), saranno sempre eventi piccoli (di magnitudo 3-5) che non comporteranno rischi per le persone.
Gli esperti dell’Istituto Nazionale Geofisica e Vulcanologia, che da tempo stanno studiando la zona, dicono che: «Le faglie sono relative e sono in grado di accumulare solo cariche limitate, con fratture non grandi». Ciò dovrebbe limitare la potenza delle scosse. L’area è allo studio dei geologi perché è meno conosciuta rispetto all’arco appenninico. Ma la tragica (purtroppo) esperienza dell’anno passato ha già insegnato molto sul comportamento di queste faglie.
Pertanto, pur non potendo dichiarare Roma e le aree collinari e montuose a rischio zero, possono scongiurare il pericolo che nei dintorni della capitale succeda una seconda Amatrice. 
L'INGV ha stilato una graduatoria dei centri abitati più vulnerabili dell'Appennino e meno del 10% della popolazione è esposta ad un evento sismico potenzialmente distruttivo.

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