Grottaferrata, l’istituto G. Falcone verrà dismesso

16/11/2017   18:48

La giunta Andreotti concentra gli sforzi per portare Grottaferrata all’eccellenza, progettando la prima scuola antisismica e a rifiuti zero. Questo progetto è solo il punto di partenza per l’amministrazione comunale che mira a riqualificare l’intera città.
La Giovanni Falcone, un comprensorio che ospita circa 1500 alunni dalla materna alle medie, è quella che ieri pomeriggio il Sindaco ha definito «datata, una costruzione priva dei più elementari  criteri antisismici», infatti il complesso, un ex convento, risale all'immediato dopoguerra.
Al momento la scuola presenta grossi problemi strutturali e di capienza, pertanto, Andreotti ha presentato un’istanza alla Regione per l’ottenimento dei fondi residui previsti dall’articolo 1, comma 140 della legge 232 del 2016, per la messa in sicurezza delle scuole, che serviranno a far sorgere un nuovo comprensorio scolastico in un’altra area, verde, idonea e da attrezzare. Mentre l’attuale edificio che ospita la Giovanni Falcone sarà venduto e il ricavato sarà investito nella messa in sicurezza di tutti i restanti edifici scolastici di Grottaferrata, che al momento non sono ancora a norma di legge secondo i nuovi criteri antisismici.
Nel frattempo il Sindaco sta lavorando a un progetto rivolto all’educazione e al rispetto dell’ambiente, partendo proprio dall’istituto Falcone. Si tratta del progetto “Lunch Box”, ossia la totale sostituzione delle stoviglie di plastica "usa e getta" della mensa dei bambini e l’introduzione di una “scatola magica” - composta da vassoio, piatti, posate e bicchiere ecocompatibili e lavabili – che il bimbo porterà con sé da scuola a casa, per farlo lavare alla mamma, e poi riporterà a scuola il giorno dopo per il pranzo. L’obiettivo è l’educazione ecologica dei cittadini partendo dai più piccoli. Il progetto rientra un’ottica ecologica di ampio respiro che prevede anche la realizzazione di un’isola ecologica a Villa Senni.


Lo scopo finale è di incrementare la percentuale dei rifiuti riciclati a Grottaferrata, portandola dal 52 a più del 60%, col conseguente risparmio netto per le casse comunali.
Il Sindaco, quindi, è concentrato sulla ferma volontà di riqualificare al massimo Grottaferrata innalzando gli standard della vivibilità cittadina. A tale scopo la giunta s’appresta a recuperare lo stabile di via XX settembre, un colosso di ruggine fatiscente che Andreotti vorrebbe trasformare in un teatro alla francese, in stile  Museo Pompidou.
Un Sindaco sensibile alla vivibilità degli spazi comuni, siano essi aree verdi oppure edifici o altri luoghi pubblici, un architetto, il primo cittadino che ha deciso di «dare tutto sé stesso» in questo progetto articolato, imminente (si attende il bando per lo stanziamento dei fondi entro la fine dell’anno) e soprattutto lungimirante per la salvaguardia dell’ambiente, del patrimonio urbanistico e della salute dei cittadini e dei visitatori di Grottaferrata.

 

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Gianni Alfonsi e Giuseppina Brandonisio