Comune di Rocca di Papa: soffia un vento di querele?

26/11/2017   12:34

«Veronica Giannone sostiene che a Rocca di Papa esisterebbe “un sistema criminoso”. Descrive l’amministrazione comunale come un posto di malaffare e dice che è un sistema in continuazione con le amministrazioni precedenti. Arriva anche a sostenere che il comune abbia fatto accordi con i gestori delle antenne. L’ex assessore parla molto, ma per provare le sue accuse non cita un solo elemento, una data, una circostanza, un nome, un atto, un documento, un incontro… Nulla. Chi accusa, nella disgregazione sociale che viviamo, ha quasi sempre ragione. È facile sparare nel mucchio, più difficile portare una prova. Io la invito a fare chiarezza, a fare i nomi e a tutelare le persone che non c’entrano nulla». Così replica il sindaco Emanuele Crestini alle affermazioni dell’ex vicesindaco e assessore all’urbanistica Veronica Giannone, che è stata rimossa dai propri incarichi e che ha sporto denuncia per aver subito delle intimidazioni, pare, da persone legate all’amministrazione, delle quali non vuole o non può fare pubblicamente i nomi per motivi legali. Il sindaco, dal canto suo, non accetta allusioni e accuse generalizzate «come se fossimo al bar».
Il sindaco, anche, rivendica onestà e trasparenza dichiarando alla stampa: «Noi non abbiamo niente da nascondere e non dobbiamo difendere nessuno! Vogliamo chiarezza, trasparenza e legalità. Chiederò un consiglio comunale straordinario per discutere su questi temi, anche per rendere ancora più chiaro quanto fatto e sta facendo l’amministrazione comunale per far luce su alcuni aspetti amministrativi degli anni passati. Sono certo che l’oggettività dei fatti potrà far prevalere la verità.


Proprio per questo ho già chiesto formalmente alle autorità competenti di intraprendere in tempi brevi un’accurata indagine per far luce su quanto denunciato da Veronica Giannone. Il risultato delle indagini potrà riportare equilibrio, serenità e sicurezza anche per lei e la sua famiglia».
Tempi tristi per il Comune con un sindaco che nei mesi scorsi, subita un’aggressione, dovette smentire la notizia della chiusura di un centro per anziani e disabili, e un vicesindaco che si vede ritirate le sue deleghe per non appoggiare quello che lei chiama «un sistema criminoso».
Una settimana fa, la Giannone ha riferito in procura e davanti al prefetto una conversazione che il consigliere Grasso e altri membri del consiglio comunale ebbero in merito a una un’istanza di condono (n.47/85) di alcuni immobili di proprietà del marito dell’ex vicesindaco. Il consigliere Grasso avrebbe affermato: «dobbiamo sistemare il problema Giannone». Mentre il sindaco, nella sua lettera aperta, ha fatto sapere al suo ex braccio destro: «Per parte mia ho ritenuto doveroso informare di tutta la questione sia il Prefetto, sia i Carabinieri, che potranno predisporre le azioni più opportune».  Intanto il movimento “Obiettivo Cittadini e Territorio” dalle pagine dei social network urla «Tutti a casa!» chiedendo l’intervento della magistratura «per far luce sulle questioni esposte da Veronica Giannone», precisando: «siamo convinti che se il vicesindaco fosse venuta in aula le sue accuse sarebbero state ancora più forti e tremende, soprattutto nel posto dove è deputata la rappresentatività dei cittadini. Noi, come dichiarato dal consigliere Massimo Grasso, l’avremmo difesa e le avremmo portato solidarietà, ma ormai quello che è fatto è fatto. Le dichiarazioni gravissime del vicesindaco non possono essere dimenticate».

Il Comitato Pro-case, al contrario, difende Veronica Giannone chiedendo che sia l’amministrazione comunale a «fare chiarezza sui fatti esposti dalla Giannone: non bastano le smentite, occorrono prove che quanto dichiarato dall’ex vicesindaco sia falso». 

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