La Pizza Napoletana trionfa come patrimonio dell'Unescu

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07/12/2017   23:43

L’arte dei pizzaioli napoletani da oggi è riconosciuta patrimonio Unesco, un trionfo assoluto che celebra il made in Italy. Un riconoscimento internazionale che corona ben otto anni di impegno nei negoziati internazionali, a Jeju, in Corea del Sud, voto unanime del Comitato di governo dell'Unesco per l'unica candidatura italiana, riconoscendo che la creatività alimentare della comunità napoletana è unica al mondo.
Mega festa a Napoli dove i pizzaioli annunciano che oggi la pizza viene offerta gratis per condividere l'immensa gioia della patria della pizza che viene regalata nella celeberrima versione gustosissima del nostro tricolore, realizzata con mozzarella, pomodoro e basilico, ingrediente speciale tanto amore e la sapienza artistica dei maestri pizzaioli che la idearono e donarono alla regina Margherita (di Savoia) battezzandola in suo onore.
Per l'Unesco, si legge nella decisione finale, "il know-how culinario legato alla produzione della pizza, che comprende gesti, canzoni, espressioni visuali, gergo locale, capacità di maneggiare l'impasto della pizza, esibirsi e condividere è un indiscutibile patrimonio culturale. I pizzaioli e i loro ospiti si impegnano in un rito sociale, il cui bancone e il forno fungono da "palcoscenico" durante il processo di produzione della pizza. Ciò si verifica in un'atmosfera conviviale che comporta scambi costanti con gli ospiti. Partendo dai quartieri poveri di Napoli, la tradizione culinaria si è profondamente radicata nella vita quotidiana della comunità. Per molti giovani praticanti, diventare Pizzaiolo rappresenta anche un modo per evitare la marginalità sociale".
Grandissimo l'orgoglio manifestato dalle più alte cariche dello Stato italiano. Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti esulta con un tweet: "L’arte dei pizzaioli napoletani è patrimonio immateriale @Unesco. Una causa che sosteniamo da tempo e che oggi onora l’arte e la tradizione di #Napoli. Vince il Made in Italy e l’eccellenza, anche ambientale, da cui nascono gli ingredienti di una #pizza inimitabile. #PizzaUnesco".
Stesso tenore quello del tweet del Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina : "Vittoria! Identità enogastronomica italiana sempre più tutelata nel mondo", sottolinea.
L'Organizzazione delle Nazioni Unite ha premiato così il lungo lavoro del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali che nel 2009 aveva iniziato a redigere il dossier di candidatura con il supporto delle Associazioni dei pizzaioli e della Regione Campania, superando i pregiudizi di quanti vedevano in questa antica Arte solo un fenomeno commerciale e non una delle più alte espressioni dell'identità della cultura partenopea.
Il dossier della candidatura e la delegazione sono stati coordinati dal professor Pier Luigi Petrillo. Al termine dell'iscrizione della candidatura, l'ambasciatrice italiana all'Unesco, Vincenza Lomonaco, ha ringraziato tutti gli Stati che hanno votato a favore dell'Italia, sottolineando la centralità dell'Italia nel promuovere le tradizioni agroalimentare nel contesto dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura. La proclamazione è stata accolta da un lungo e fragoroso applauso che ha festeggiato lo strepitoso successo italiano, in un clima di grande ilarità, molti dei delegati presenti hanno abbracciato i rappresentanti italiani che nella lunga notte del negoziato finale hanno stretto in mano un cornetto napoletano porta fortuna, rosso come tradizione impone.
Anche il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha condiviso l'orgoglio tutto italiano e partenopeo per tradizione e stimolo per futuro dichiarando: "L'arte del pizzaiolo napoletano riconosciuta come patrimonio Unesco è un simbolo bellissimo di quello che l'Italia è stata. Ma è simbolo anche di ciò che dovremo essere. La cura per la tradizione, la passione per il cibo, la capacità di farsi rappresentare all'estero dai nostri prodotti sono elementi essenziali del nostro futuro".
Su facebbok, sempre Matteo Renzi scrive: "Andiamo verso un futuro di robot e innovazioni tecnologiche: proprio per questo - scrive il segretario dem - avremo sempre più bisogno di radici, di identità, di qualità, di gusto. Le più grandi catene al mondo di pizza non sono italiane così come pure è straniera la maggioranza dei prodotti che hanno il nome che suona italiano venduti nel mondo. Insomma: nel mondo globalizzato il Made in Italy - anche alimentare - ha tante opportunità davanti. Il riconoscimento alla pizza è un orgoglio per la tradizione ma anche uno stimolo per il futuro. Avanti".