Le sfondò il cranio con un piede di porco per rubare: chiesto l'ergastolo per assassino rumeno di 28 anni

06/04/2018   11:02

Liliana Tardiola, 81 anni, ex dipendente del Ministero delle Finanze, venne uccisa nella sua villa di Vermicino, alle porte di Roma, da un cittadino romeno introdottosi in casa a scopo di rapina. In quella villa in via del Fosso di San Matteo  nella frazione di Frascati si consumò l’omicidio efferato: il ladro la colpì alla testa sfondandole il cranio con un piede di porco e poi portò via con sé denaro e gioielli che trovò in casa, scappando con l’aiuto di un complice che lo aspettava sotto la villa col motore dell’auto acceso.
A distanza di 5 anni da quel tragico 27 aprile 2012, arriva la condanna definitiva a 10 anni per complicità di Ioan Finta, oggi 57enne. Ma il processo contro Osz Slizard Tibor, il rapinatore assassino, continua. Nonostante la scelta del rito abbreviato, infatti, il PM Claudia Alberti ha chiesto l’ergastolo per Ozs, un giovane di 28 anni (ne aveva 23 quando assassinò Liliana Tardiola). La sentenza definitiva arriverà a maggio.
I due autori del crimine furono catturati in Romania dove, insieme ad un terzo connazionale, avevano compiuto un furto in un bar. Fu allora che, durante l’interrogatorio della polizia, Ozs confessò d’aver ucciso Liliana Tardiola, insieme ad un secondo uomo che poi fu identificato come Finta. Ozs raccontò agli agenti rumeni d’esser giunto in Italia con un amico e d’essere stato ospitato dalla sorella di questi, in provincia di Terni, d’aver compiuto la rapina culminata nell’omicidio dell’anziana, d’esser tornato in Romania col complice per spartirsi il bottino, ma d’averne ricevuto soltanto una piccola parte.
Avvenuto l’arresto per il furto in quel bar, volendo far chiarezza sulle vicende italiane, la polizia rumena piazzò delle cimici nel carcere dove Ozs di trovava, registrando le conversazioni dei diretti interessati. In questo modo si è riusciti ad identificare con certezza l’identità del complice, Ioan Finta, a capire in che modo costui fosse implicato nel caso Tardiola e a scoprire infine che Ozs avesse più volte cambiato la sua versione circa l’omicidio a scopo di rapina della donna italiana, per proteggere il suo complice, allo scopo di ottenere la metà dei soldi e dei gioielli rubati. Ioan Finta, infatti, aveva convinto Ozs Slizard Tibor a tacere sul suo coinvolgimento nell’omicidio dietro la promessa di denaro.