Ucciso cucciolo di lupetto

16/04/2018   12:04

Il piccolo lupo, che aveva appena un anno di vita, è stato ucciso da un'auto. Il cucciolo, essendo anche disabile in quanto non deambulava correttamente con le zampette posteriori, viveva insieme al resto della più grande cucciolata nella riserva di Castel di Guido, il parco urbano di Roma che da qualche tempo sta ospitando un branco di lupi. Torniamo sull'argomento già trattato (La Cicala 'W il lupo') quando avevamo dato la bella notizia del ritorno del lupo nel territorio dei Castelli Romani, spiegando come gli esperti ritengano si tratti di dato molto rassicurante per l'equilibrio dell'ecosistema.

A dare invece la triste notizia dell'uccisione del piccolo lupo è stata, qualche giorno fa, la onlus ambientalista Lipu che gestisce l'oasi faunistica di Castel di Guido scrivendo così su Facebook: "Ci è giunta la segnalazione del rinvenimento di un lupo senza vita all'interno dell'Azienda Castel di Guido. Appena giunti sul posto, non abbiamo potuto fare altro che constatare il decesso dell'animale, che si è rivelato ben presto essere il giovane lupo più debole della famiglia. Al grande dispiacere per la morte dell'animale, si è subito aggiunta la rabbia per le evidenti cause non naturali del decesso. Infatti è risultato ben presto evidente come la morte dell'animale fosse stata causata da un trauma da impatto, probabilmente con un'automobile sulla sterrata adiacente al luogo del ritrovamento".

Le telecamere nascoste nel parco avevano ripreso spesso il lupetto che, nonostante non avesse l'uso delle zampette posteriori, seguiva il branco, accudito da fratelli e sorelle, che non lo lasciavano mai indietro. Il branco di Castel di Guido rappresenta la prima presenza di lupi a Roma dopo decenni. Da quanto si apprende la Lipu ritiene che il cucciolo sia stato investito volontariamente da un veicolo introdottosi illegalmente nella riserva. A determinare la volontarietà dell'uccisione depone il fatto che non siano stati trovati segni di frenata. La onlus denuncia purtroppo come chiunque, in primo luogo i bracconieri, possa accedere impunemente in auto nell'area protetta, nonostante siano numerose le segnalazioni fatte alle forze dell'ordine.

L'uccisione del lupacchiotto lascia una ferita così denunciata dalla Lipu: "Rimane quindi l'enorme amarezza nel costatare che, a fronte di uno sforzo che ha dell'incredibile da parte di un branco, che sopra ogni aspettativa si è preso cura e ha accudito con successo per quasi un anno un membro disabile della sua famiglia, corrisponde da una parte la truce crudeltà di alcuni appartenenti alla specie umana e dall'altra l'indifferenza di chi ha la responsabilità di gestire un territorio tanto prezioso datogli in affidamento".