Chiudono gli ospedali di Albano e Genzano

30/10/2018   11:51

A darne notizia è stato il direttore sanitario del nuovo ospedale, Narciso Mostarda. I lavori di completamento della nuova struttura ospedaliera costruita sulla nettunese saranno ultimati a dicembre. L’ospedale entrerà in funzione dunque prima della fine dell’anno. Un piano di razionalizzazione prevede la progressiva disattivazione dei servizi degli ospedali di Albano, Ariccia e Genzano e il trasferimento del personale al policlinico. Gli ospedali che saranno chiusi sono stati già venduti: l’ospedale di Genzano è stato acquistato dal “Fate Bene Fratelli”, sempre di Genzano; l’ospedale di Albano è ora di proprietà dell’Agenzia delle entrate del comune castellano. Il trasferimento dei degenti nelle due strutture inizierà il 3 novembre e terminerà il 13 dicembre. I tempi e le modalità di attivazione dei nuovi servizi erano stati illustrati lo scorso 2 ottobre alla VII Commissione consiliare permanente Sanità della Regione Lazio, ottenendo l’approvazione dei consiglieri. Il dirigente dell’Asl RM 6 ha presentato il progetto del nuovo ospedale ed è tornato in questi giorni ad illustrarne le caratteristiche: «L’ospedale dei Castelli – ha detto Mostarda – sarà dotato di macchine ad alta performance tecnologica: 2 risonanze magnetiche, 2 Tac, 2 Angiotac». Ciò per superare i limiti delle apparecchiature attuali, presenti nei poli ospedalieri di Albano, Genzano e Ariccia - che sono a bassa risoluzione e che negli ultimi mesi, soprattutto all’ospedale di Albano, hanno subito dei guasti e sono state riparate – che saranno comunque importate al nuovo ospedale e rimesse in funzione accanto ai nuovi macchinari. Dagli ospedali in via di chiusura saranno trasferiti anche molti arredi e le oltre 500 unità del personale di Albano e Genzano. Inoltre è prevista l’assunzione di 64 nuovi professionisti, fra infermieri e operatori sociosanitari, 6 nuovi primari e 30 medici.Entrato in funzione, l’ospedale dei Castelli Romani conterà 140 posti letto. A quanti hanno visto in questo numero un limite, Mostarda ha spiegato che la cifra si riferisce solo alla primissima fase d’apertura, dopodiché i posti letto disponibili potranno essere aumentati.


 Tuttavia, le rassicurazioni del dirigente non sono servite a placare le ansie degli utenti, che già temono futuri problemi di sovraffollamento ed avanzano molte perplessità riguardo alla distanza del nuovo presidio e preoccupazioni su come raggiungerlo. Per questa ragione il Direttore dell’ azienda sanitaria locale, sul passaggio dei due ospedali di prossimità (Genzano e Albano) al nuovo policlinico, ha precisato che «si tratta di una operazione complessa per la cui pianificazione stiamo impiegando le migliori risorse». È stato infatti avviato un tavolo tecnico con l’Ares 118 e la Regione «affinché le operazioni di dismissione, trasferimento e attivazione di servizi e personale avvengano in maniera coordinata e sincronica con la nostra rete ospedaliera aziendale». Non sono mancate comunque polemiche. Nelle scorse settimane si era diffuso anche un allarme circa il futuro dell’Ospedale San Sebastiano di Frascati, perciò Mostarda è tornato a ribadire che ad essere chiusi e sostituiti dal nuovo policlinico entro il 2019 saranno soltanto gli ospedali di Albano Laziale, Genzano e Ariccia, mentre i servizi del San Sebastiano saranno potenziati: all’inizio d’ottobre è stato firmato un accordo con l’università e il Policlinico di Tor Vergata per realizzare all’interno della palazzina dell’ex reparto di psichiatria del nosocomio frascatano un corso di laurea in odontoiatria. La sfida per l’ASL Roma 6 è riuscire a realizzare anche un pronto soccorso odontoiatrico a Frascati, a costo zero.
Allo stato dell’arte, dunque, si delinea una prospettiva che punta a migliorare i servizi ma che per il momento resta solo sulla carta. L’implementazione del pronto soccorso di Frascati con la creazione di una nuova unità operativa di Medicina Odontoiatrica non sembra in grado d’ affrontare le criticità a cui si va in contro con la chiusura del pronto soccorso di Albano. Il direttore sanitario Narciso Mostarda ha posto l’accento sull’ampliamento dei servizi che sarà messo in atto con la conversione delle 3 strutture ospedaliere (il “San Sebastiano” di Frascati che si dota di nuove unità, il Nuovo ospedale dei Castelli che sorge ai piedi di Ariccia ed assorbirà la struttura ariccina, quella di Albano e di Genzano, l’Ospedale Colombo di Velletri che resta aperto) ed ha dichiarato che in futuro «si lavorerà alla definizione di un progetto che coinvolga il ‘San Giuseppe’ di Marino», ospedale che – lo ricordiamo – è comunque sprovvisto di un pronto soccorso, dunque da tempo è costretto a dirottare le emergenze presso gli ospedali di Albano e Frascati. Insomma, lunga e stretta si fa la via della sanità che i cittadini dei Castelli Romani s’apprestano a percorrere. Allo stato dell’arte, possiamo soltanto sperare che il progetto di miglioramento dia i suoi buoni frutti e che si giunga al traguardo trovando servizi più rispondenti alle esigenze e alle aspettative di utenti e personale sanitario. 

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Giuseppina Brandonisio