Soldado: Sollima dirige Benicio Del Toro e Josh Brolin

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06/11/2018   17:35

Ci sono artisti il cui talento si misura in carati, uno di questi è Stefano Sollima. Lo ha dimostrato con le serie 'Romanzo Criminale' e 'Gomorra', poi con il film 'Suburra', atmosfere impregnate del buio losco dei traffici illeciti senza regole, lo conferma ad un livello incredibilmente intenso con il riuscitissimo 'Soldado' , imperdibile nelle sale perché è davvero un film che merita di essere visto sul grande schermo. Solo lì ti fa viaggiare più alto degli elicotteri militari per seguirne le ombre che corrono cupe sul manto caldo di un Messico che mai vorresti visitare mentre una carrovana di blidati procede per una missione senza regole oltre le regole. Qui si viaggia solo marginalmente incollati alle poltrone del Cinema, è un racconto che ti rapisce e ti lancia dentro un incubo realistico, te ne fa respirare, implacabile, la calda polvere sabbiosa.
Protagonista assoluta è una tensione di una forza pari ad una centrifuga nucleare, un peso ti schiaccia il respiro, il torace, vivi tutto il film come se ci fossi dentro, fosse la tua storia. E in parte forse lo è perchè quel grandioso Benicio Del Toro, sguardo laconico e feroce che la roca voce trasmette nelle rade, pesanti parole, vive un fallimento, suo e del piano generale. Si troverà solo a far i conti con la sua coscienza, intrappolato tra traffici di droga e merce umana in una frontiera messicana che pullula di pericoli mortali e brucia come il sole che l'arroventa e come il fuoco delle pallottole pronte a colpire chirurgiche.

Figlio d'arte con una eredità già a fin troppe stelle, quella del grande regista che, non a caso, ci ha regalato nel '76 la serie 'Sandokan' e 'Il Corsaro Nero', il giovane Stefano Sollima ha un talento di pregio, di quelli che sanno elaborare un proprio linguaggio autonomo, che ne diventa la cifra. La cruda magia che Sollima sa fare la conduce senza colpi di scena, non gli servono trucchi: la vera magia che è la sua mano salda nel guidare una regia impeccabile.
Fa a meno persino delle parole, non gli occorrono, sa dirigere così bene le star che ha ingaggiato, due divinità su tutte Josh Brolin e Benicio Del Toro, che i loro sguardi sono più potenti di qualunque effetto speciale. Sguardo armato perfino quello della giovanissima nei panni della bambina rapita. La colonna sonora amplifica il magistrale lavoro e ti risuona per ore in testa con un cupo e sordo grido di guerra. Da vedere e rivedere. Imperiale. E dire che di paragoni ed eredità Stefano Sollima ne aveva parecchi con cui confrontarsi: col padre Sergio, ma anche con 'Sicario' -primo episodio- diretto nel 2005 da Denis Villenueve, un bel film davvero, del resto -si sa- gli americani su questo tipo di film e quando c'è da fare azione, vanno forte. Ecco perché Sollima ci da una soddisfazione in più, non solo ci consegna un film che vale l'emozione di un diamante nero, che è uno spaccato reale che fa riflettere e toglie il fiato, gli siamo anche grati perché è un italiano di cui tutti noi possiamo vantarci e che non tarderà a realizzare altri capolavori. 


Alessandra Battaglia