Palazzo Chigi in Ariccia testimonial della cultura italiana in nazioni dell’est Europeo

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14/12/2018   13:20

Bernini e il Barocco romano: il linguaggio della modernià. Opere da Palazzo Chigi in Ariccia, Sofia (Bulgaria), National Gallery, 15 maggio – 15 luglio 2018

Bernini’s School and the Roman Baroque. Artworks from Palazzo Chigi in Ariccia, Tblisi (Georgia), National Gallery, 10 settembre – 26 novembre 2018

The school of Bernini and the Roman Baroque. Masterpieces from Palazzo Chigi in Ariccia, Yerevan (Armenia), National Gallery, 6 dicembre – 18 febbraio 2018

The school of Bernini and the Roman Baroque. Masterpieces from Palazzo Chigi in Ariccia, Belgrado (Serbia), Museo Nazionale, 7 marzo – fine maggio 2019

La mostra itinerante Bernini e il Barocco romano, costituita esclusivamente da opere provenienti da Palazzo Chigi in Ariccia, dopo le tappe di Sofia (Bulgaria) e Tbilisi (Georgia), ha raggiunto la National Gallery di Yerevan in Armenia.
La mostra, realizzata in collaborazione con ambasciate italiane e istituti di cultura italiani all’estero, organizzata dalla Glocal Project e sostenuta dall’amministrazione comunale di Ariccia, è curata scientificamente dall’arch. Francesco Petrucci Conservatore di Palazzo Chigi.
L’evento ha un carattere pionieristico, trattandosi della prima mostra tenuta sul tema in tali nazioni, con un enorme risvolto promozionale e di prestigio per Ariccia, selezionata in tal caso come testimone della cultura italiana all’estero.

L’esposizione propone un panorama completo dei generi e degli stili pittorici che definirono l’estetica barocca, ricca di colori brillanti, effetti teatrali e contrasti chiaroscurali. Un’esposizione tematica su Roma e sul suo stile caratterizzante, simboleggiato dall’esponente di punta, Giovan Lorenzo Bernini, che dominò con la sua arte un secolo intero.
La mostra muove dai progetti architettonici del sommo artista per Ariccia, eseguiti su commissione di Alessandro VII e della famiglia Chigi - di cui il centro dei Castelli Romani costituiva il principale feudo -, volti ad esportare a scala paesistica e in ambito periferico le sperimentazioni urbanistiche della capitale, trasformando Ariccia in “città ideale barocca”. Sono inoltre esposti manufatti e oggetti di arte decorativa berniniana presenti in Palazzo Chigi.
Oltre a collaboratori in pittura del Bernini, come Baciccio, Borgognone, Maratta, Giacinto e Ludovico Gimignani, figurano dipinti di maestri come il Cavalier d’Arpino, Pietro da Cortona, Mattia Preti, Andrea Pozzo e altri, in un'esposizione rara per vastità e completezza. Oltre alla pittura storica, allegorico-religiosa e mitologica, sono in mostra anche esempi dei vari generi dell’epoca: il ritratto, il paesaggio e il bozzetto preparatorio per grandi affreschi.
Le opere selezionate provengono dalla collezione Chigi, ma anche delle prestigiose donazioni pervenute al museo di Ariccia con le donazioni Fagiolo, Lemme, Laschena, Ferrari, Peretti.
Fanno parte dell’allestimento pannelli tematici, mentre viene proiettato a ciclo continuo un video con sottotitoli in inglese o nella lingua nazionale, su Ariccia, Palazzo Chigi e le sue raccolte.

Come riporta nella prefazione al catalogo di Yerevan S. E. Vincenzo del Monaco, Ambasciatore d’Italia in Armenia e promotore dell’ultimo evento in corso, “La mostra rappresenta altresì un omaggio all’Armenia, nel centenario dalla Prima Repubblica, nel Giubileo di Yerevan che festeggia il 2800° anno dalla sua fondazione. Essa è al tempo stesso un ulteriore tassello che impreziosisce quest’anno così speciale per le relazioni diplomatiche tra Italia e Armenia, a pochi mesi dalla storica Visita di Stato del Signor Presidente della Repubblica Italiana, S. E. Sergio Mattarella, e del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Prof. Enzo Moavero Milanesi. Un evento pienamente coerente rispetto alla priorità che l’Italia annette alla cultura in ambito internazionale e nel quadro della Presidenza di turno dell’OSCE. Una mostra frutto della fattiva collaborazione tra il Ministro della Cultura di Armenia, Signora Lilit Makunts, il Direttore della Galleria Nazionale, Signor Arman Tsaturyan, i Loro diretti collaboratori, l’Ambasciata d’Italia. Il mio grazie si estende al Capo Delegazione dell’Unione Europea, Ambasciator Piotr Switalski, e alla società Renco che hanno creduto nel progetto, sostenendolo. Senza la professionalità e l’efficienza della Glocal Project Consulting s.r.l e la consulenza scientifica del Curatore la mostra non avrebbe luogo”.
Infatti la mostra è stata individuata per essere inclusa nell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale e il catalogo è stato finanziato dall’Unione Europea.

L’evento espositivo è stato preceduto il 3 dicembre da una conferenza stampa organizzata dall’Ambasciata d’Italia, presenti l’Ambasciatore, Tigran Galstyan Deputy-Culture Minister d’Armenia, l’arch. Francesco Petrucci, vari giornalisti e reti televisive armene, tra cui la prima rete nazionale. Il ministro Tigran Galstyan ha dichiarato: “Mai prima così tanti capolavori artistici italiani sono stati portati in Armenia. Questo è un grande evento per il nostro paese!”.
La mattina del 4 dicembre l’Ambasciatore e Petrucci sono stati intervistati alla trasmissione televisiva “Uno Mattina Armeno”, molto seguita a livello nazionale.
Nel pomeriggio il Conservatore di Palazzo Chigi ha tenuto una lectio magistralis presso la National Gallery di Yerevan su “Bernini e il Barocco romano”, che ha avuto un notevole successo con la partecipazione entusiastica di un vasto pubblico, compresi molti giovani, autorità armene e personale dell’ambasciata.
La mostra è stata inaugurata presso la National Gallery di Yerevan il 6 dicembre, ore 18,00, alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia, del Deputy-Culture Minister d’Armenia Vahe Budumyan, del Direttore della National Gallery Arman Tsaturyan, del presidente di Glocal Project Alessia Autori e di una delegazione di parlamentari italiani presieduta dal Sen. Paola Taverna, Vice Presidente del Senato, compresi alcuni ambasciatori di nazioni estere.
Oltre alle varie autorità citate, hanno preso la parola il Sen. Taverna, sottolinenando l’orgoglio dell’Italia per tale evento, e l’Arch. Petrucci che ha portato i saluti dell’amminstrazione comunale di Ariccia, onorata per il coinvolgimento.

Il 7 decembre l’arch. Petrucci ha accompagnato in visita privata alla mostra il Presidente della Repubblica Armena, Prof. Armen Sarkissian, accompagnato dalla moglie Mrs. Nune Sarkissian, il quale è rimasto molto colpito dalla qualità dell’esposizione e ha raccomandato al direttore del museo e al ministro di dare il massimo risalto all’iniziativa perché il suo popolo visiti la mostra.
Erano presenti anche il Sen. Taverna e vari senatori italiani tra cui Gianluca Castaldi, Mauro Del Barba, Vito Vattuone.

La prossima tappa sarà il Museo Nazionale di Serbia a Belgrado, appena riaperto al pubblico dopo un lungo restauro durato un decennio, di cui la mostra rappresenterà a tutti gli effetti il più significativo evento inaugurale.