Cannavacciuolo: schivo e riservato non saluta i fan

15/01/2019   20:45

Arriva intorno alle 19.30 il cuoco che fa rinascere i peggiori ristoranti italiani trasformandoli in piccoli gioielli d'ospitalità e di buona cucina.
In Piazza San Barnaba a Marino i fan sono in trepidante attesa sin dalle tre del pomeriggio.
Tra passeggiate e giochi di bambini, chiacchierate di coppiette sulle panchine e selfie scattati con la Fontana del Tritone, scende la sera sullo spiazzale. S'illumina l'insegna del ristorante l'Archetto.
Tutti i presenti, incuranti del freddo, puntano lo sguardo su Corso Trieste provando a riconoscere l'auto nella quale viaggia Cannavacciuolo, ma un traffico anonimo, solito e fatto per lo più dai visi dei compaesani, continua a scorrere non curante dell'evento che tutti quanti attendono, finché qualcuno effettivamente non si chiede: "Ma non sarà già all'interno del locale?".
Qualcuno allora cerca di avvicinarsi alle vetrate dell'Archetto per sbirciare, ma è vietato scendere la scaletta che permette l'accesso al ristorante.
A passare sono soltanto "i clienti", o meglio, le comparse selezionate per mangiare "la cena da incubo": cavie o figuranti, comparse di professione alle quali, forse, un mal di pancia non sarà stato risparmiato: lo scopriremo soltanto durante la messa in onda della puntata di "cucine da incubo".
Infatti, le cavie, anzi. i clienti, arrivano in gruppo dal marciapiede sinistro di Corso Trieste, attraversano la strada sulle strisce pedonali davanti all'edicola e raggiungono le scalette che portano al ristorante: qui è un addetto alla sicurezza a lasciarli passare.
Alcuni dei curiosi appostati in Piazza San Barnaba riconoscono alcune di queste comparse: non sono di Marino ma provengono da Grottaferrata; tra aneddoti di vita quotidiana raccontati ai presenti e i tanti commenti della gente - "io lo conosco! È il cugino di.!" Oppure: "lei so chi è: è di Grottaferrata, viene spesso nel mio ufficio!"- cade il velo del disincanto per questi spettatori di "Cucine da incubo", che credevano che i clienti visti durante la trasmissione fossero reali e del posto, mentre qualcun altro, sollevato, commenta:"beh! È meglio che non siano di Marino! Io in quel posto non ceno più: l'ultima volta ho preso una pizza che la mozzarella sembrava aver litigato con l'impasto, ma. litigato di brutto!".



Nel frattempo, Piazza San Barnaba viene chiusa con del nastro dagli addetti alla sicurezza che invitano la gente a liberare lo spiazzale antistante il ristorante: è segno che Antonino Cannavacciuolo sta per entrare.
In Piazza San Barnaba restano soltanto i due camion pieni di attrezzature, e dai bordi del marciapiede i curiosi osservano il via vai degli operai muniti di nastro per sigillare la "cucina da incubo" del ristorante-pizzeria l'Archetto.
Dopo il buio scende il silenzio, che è interrotto soltanto dal lamento di qualche automobilista, spazientito perché non riesce più a trovare un parcheggio.

Ma ecco giungere l'auto con a bordo Antonino Cannavacciuolo. Qualcuno esclama: "Ma è più magro di quanto si vede in televisione!" E qualcun altro risponde: "certo! Ma sembra così perché è molto alto: sarà quasi di due metri!".
I ragazzi più piccoli lo chiamano: "Antonino! Antonino!", ma lui tira dritto senza voltarsi: l' istantanea gentilezza del mattino, che aveva permesso a pochi fortunati curiosi di scattare qualche selfie con il cuoco, ora si conta sulle dita di una mano, lasciando il posto all'indifferenza e alla concentrazione. Non è più tempo per concedersi, nemmeno ai cronisti locali.
Un po' di delusione  dunque serpeggia tra i fan:" è scortese  - dicono - non sollevare nemmeno una mano per dire 'ciao' almeno ai bambini",  che di giorno giocano in Piazza San Barnaba e che la sera finiscono ai bordi del loro piccolo grande spazio, abitato quotidianamente dalle loro corse in bicicletta e dalle loro partite di pallone, quando il portone chiuso della chiesa fa da porta improvvisata per i calci di rigore.
Comunque è così che si conclude l'attesa. Cannavacciuolo, le comparse e la troupe restano nel ristorante fino a tarda sera. Ben presto, spento l'entusiasmo, si spengono anche le luci dell'Archetto e gli ospiti vanno via.
L'indomani saranno di nuovo tutti al lavoro per la ristrutturazione e per girare nuove scene. 

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