Maurizio de Giovanni presenta il suo nuovo romanzo noir a Frascati

23/01/2019   20:05

Sabato 26 gennaio 2019 alle ore 17 nella Sala degli Specchi di Palazzo Marconi, Maurizio de Giovanni presenta il romanzo Vuoto. Per i Bastardi di Pizzofalcone (Einaudi editore). L’incontro è curato e coordinato da Livia Frigiotti che dialogherà con l’autore. Letture sceniche del testo saranno a cura di Emilia Marra. L’evento è realizzato in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Frascati.

«Con questo nuovo appuntamento letterario prosegue la presentazione di romanzi noir italiani a Frascati, grazie alla bella sinergia che si è instaurata con Livia Frigiotti e con l’Associazione Ettore Apollonj - dichiara l’Assessore alla Cultura Emanuela Bruni -. Questa volta avremo uno dei fuoriclasse della letteratura di genere, un autore Einaudi, reduce dal successo della serie televisiva “I bastardi di Pizzofalcone”, che sabato ci presenterà il suo nuovo romanzo. Frascati si sta sempre più delineando come Città della Cultura coinvolgendo autori affermati e esordienti».

Una professoressa di Lettere di un istituto tecnico scompare nel nulla. E se non fosse per una collega, nessuno se ne preoccuperebbe.


Il marito, un ricco industriale, sostiene che la donna se ne sia andata di propria volontà, e non esistono prove del contrario. Approfittando di un momento di tregua nel lavoro, gli uomini di Palma, cui si è aggiunto un elemento per coprire l’assenza forzata di Pisanelli, decidono di cominciare un’indagine in modo informale. Scopriranno che anche le vite più piene possono nascondere un vuoto incolmabile. Un vuoto che ha innumerevoli colori: uno per ogni paura, uno per ogni orrore. Sarà perché l'autunno sta cedendo il passo all'inverno. Sarà perché i Bastardi si trovano tutti in un momento cruciale della vita, ma c'è parecchia inquietudine a Pizzofalcone. E a calmare gli animi non contribuisce l'arrivo di un rinforzo da un commissariato del Nord. Forse perché il nuovo investigatore ha gli occhi troppo verdi e i capelli troppo rossi. Forse perché in città c'è troppo vuoto.

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