Marino, gremita l'assemblea pubblica sulla crisi del commercio

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23/02/2019   07:00

Una visione concreta della realtà commerciale e sociale marinese, progetti pronti a fronteggiare la crisi economica e il degrado cittadino già messi sul tavolo, idee chiare e grande spirito di coesione tra tutte le forze produttive dai commercianti, agli artigiani, agli addetti del settore culturale: questo il quadro di giovedì sera a Marino in Sala Lepanto. Ma, sopratutto, a fronte della massiccia presenza di cittadini e commercianti, un sindaco assente che ha lasciato la sua sedia vuota, mentre l’affollata assemblea pubblica, riunita nella sala comunale, con voce unanime ha esclamato il proprio diniego: «Ecco che cosa intendevano i 5 Stelle con la ‘politica della trasparenza’: il Sindaco Colizza è talmente trasparente che, addirittura, non c’è!”

I cittadini accorsi a partecipare all’assemblea reagiscono all'assenza dell'amministrazione e la interpretano come sorda alle problematiche e a tutte le proposte di soluzione avanzate fin dall’epoca dell'insediamento, avvenuto nel 2016. La giunta comunale ha saputo rispondere soltanto attraverso una mail che, letta, scatena il dissenso popolare. Il consigliere Sabrina Minucci non giustifica l’assenza del Sindaco e chiede le dimissioni per incapacità degli Assessori al Commercio, Cultura e Lavori pubblici; propone di aprire un tavolo per il commercio, se ne discuterà presto. Accorato l’appello dei presidenti di categoria che unanimamente hanno sottolineato il degrado urbano in cui versa il centro storico e la mancanza di progettualità e  di sinergia tra l'amministrazione e le associazioni tutte. Cinzia Franchitti, Presidente dell’Associazione Commercianti del Centro Storico, ha sottolineato come in tre anni il Comune non abbia presentato alcun progetto di rilancio del commercio marinese e, ricordando d’esser stata la promotrice di una raccolta firme nel 2017 - per chiedere al Sindaco una riunione coi commercianti che non c’è mai stata - ha dato voce all’amara constatazione che, tra degrado socio- ambientale e crisi del commercio e del turismo locale, aleggia da tempo tra i marinesi : «Siamo stati abbandonati a noi stessi!».

Roberto Frezza, presidente Unione Commercianti punta il dito contro una totale mancanza di progetti per il rilancio del turismo. Patrizia Ludovisi, vice presidente Confesercenti: “avevamo proposto di lanciare l’in franchising in sinergia con il Comune, allo scopo di aprire un tavolo di concertazione, ma l’amministrazione non ha risposto in alcun modo; abbiamo chiesto di attuare una politica di sgravi fiscali per chi affitta i locali, anziché tenerli chiusi e inutilizzati - conclude seccamente contro le autorità comunali – avete fallito: andate a casa!”.

Esistono proposte per riqualificare le cantine storiche e ridare contemporaneamente slancio al comparto agricolo della vitivinicoltura e alla cultura millenaria di luoghi antichi e ricchi di storia: lo esprime Guglielmo Schiaffini presidente Coldiretti Marino, che denuncia il degrado del Centro Storico, sporco, complici anche alcuni cittadini incivili, e non fruibile dai visitatori. Altro scempio la gestione della Sagra dell’Uva: "l’Amministrazione mai ha pensato ad elevare la qualità degli eventi di grande richiamo, demotivando tutti a partecipare e trasformando il paese in un mercato a cielo aperto dove i giovani sono sempre più spesso vittime del coma etilico”.

Anche la Confartigianato, nella voce di Lucia Lanciotti, è incisiva: «ci salviamo soltanto mettendoci a disposizione gli uni degli altri: noi artigiani possiamo già intervenire su insegne e ristrutturazione delle facciate dei palazzi con uno studio di fattibilità; poi bisognerà costringere il Sindaco a collaborare. Per i finanziamenti, possiamo accedere direttamente a quelli dell’UE come ha fatto Sperlonga senza aspettare il benestare del Sindaco!».
Una pioggia di interventi per centrare il problema e indicare soluzioni alla crisi del commercio. Forti le critiche all’Amministrazione, secondo i relatori, incapace di attivarsi prendendo spunto da idee e progetti, ma arenata tra burocrazia e controlli formali rimpallare responsabilità.

Incisivo anche l’intervento delle Associazioni “Punto a Capo Onlus” e “Archeoclub Colli Albani”che esortano a lavorare insieme, a prescindere dalla giunta che di volta in volta si insedia a Palazzo Colonna, per non trasformare Marino in un paese che si svuota. Il turismo culturale del fine settimana può rilanciare il commercio, si è detto, ma i negozi tipici devono restare aperti anche il sabato e la domenica.

 Adriano Palozzi – ex Sindaco di Forza Italia intervenuto come uditore – sottolinea quanto fatto dalla sua amministrazione e si dice disponibile a sostenere i commercianti, esasperati rispetto al Sindaco penta stellato di cui evidenzia l’incapacità di attrarre risorse, assente dai bandi regionali. Facendo di Marino un paese isolato, a causa di un atteggiamento arrogante che non ascolta nessuno. A quel punto, nella sala gremita, dove il pubblico freme, si leva la voce di una cittadina che denuncia quanto il lassismo politico sia un problema annoso che riguarda tutte le amministrazioni di Marino; l’ex sindaco non replica. Prende poi la parola il consigliere Iozzi che, come artigiano, si era reso disponibile a ristrutturare le facciate dei palazzi e a togliere le scritte che deturpano i muri, come volontario, ma Colizza gli avrebbe risposto che non ce ne era bisogno, perché ci stava già pensando l’amministrazione. Eppure, attraversando parchi e vie del paese, a dispetto anche di un piano di pedonalizzazione proposto e rimasto lettera morta, non è affatto così. Stefano Cecchi (Per il Decentramento), consigliere comunale, ribadisce l’inadeguatezza della Giunta che continua a non dare risposte ai problemi della città. Massimo Prinzi, MCD ( Movimento Città Democratica) chiarisce:” il turismo non è un campo che lascia margine d’improvvisazione, occorrono strategie mirate”
L’assemblea, moderata da Gianni Alfonsi, si è conclusa con un’ultima constatazione condivisa dai relatori con tutti i numerosissimi presenti: l’assenza ingiustificata del Sindaco Colizza. 


Giuseppina Brandonisio