Grande mobilitazione delle Guardie Giurate il 27 marzo, ne parla il Presidente Raffi

15/03/2019   15:41

Mercoledì 27 marzo alle ore 10:00 l’Associazione delle Guardie Riunite Italiane (A.G.R.I.) ha indetto una manifestazione davanti alla sede del Parlamento. Il vertice dell’Associazione Massimo Raffi chiama a raccolta tutte le guardie particolari giurate con l’obiettivo di rivendicare attenzione sulla categoria. “Dignità alle Guardie Giurate” questo lo slogan invocato dal Presidente Massimo Raffi che abbiamo intervistato per conoscere le motivazioni della protesta.

“Tutti noi – dichiara il Presidente Raffi- siamo profondamente indignati per lo stato in cui versa la nostra categoria professionale. Abbiamo indetto questa manifestazione con la volontà di fare appello a tutte le altre rappresentanze che amano agire con i fatti e nell’interesse costruttivo del settore. Agendo così, in modo plateale, siamo certi che l’importanza del tema sulla vigilanza privata porti ad un serio impegno delle forze politiche e di Governo”.
Quale sarà la vostra richiesta specifica?
“La delegazione dei nostri vertici associativi, unitamente all'Avvocatessa Monica Gallone – precisa il Presidente Raffi- chiederà l'apertura di una interrogazione parlamentare a modifica dell'attuale e non curata riforma”.
Per comprendere il quadro generale in cui si inserisce la manifestazione, abbiamo chiesto a Massimo Raffi di illustrare quali sono le motivazioni alla base di questa chiamata a raccolta al livello nazionale.
“Il 27 sarà importante per richiamare l’attenzione politica e sociale sulle tematiche settoriali che ci riguardano: indossiamo le nostre divise con orgoglio e siamo felici di dedicarci con passione a questa professione così importante per garantire la sicurezza a tutti, ma, purtroppo, la nostra categoria si è trovata a subire, specie nell’ultimo decennio, una serie di ripercussioni negative dovute ad interventi legislativi di impronta neo-liberista; questi interventi hanno sofferto un liberticidio economico con forze speculative che ne hanno abbassato nei fatti sia la funzionalità professionale che l’utilità sociale, anche attraverso il dumping economico, spurie ristrutturazioni d’impresa, nonché artificiose compravendite aziendali. Sono stati inevitabili le susseguenti forme di dissenso, convinte e diffuse”.
Come ha reagito la vostra categoria?
“Tutto ciò ha sollevato il malcontento tra le guardie particolari giurate italiane, persuase che sia necessario un cambio di rotta per contrastare la spersonalizzazione della categoria e la grave espulsione dal ciclo produttivo di una buona parte delle risorse umane che noi rappresentiamo. Inoltre, altro fenomeno che condanniamo con forza è lo sconfinamento illegale di altre figure
professionali nel nostro ambito di competenza”.
Presidente, quindi qual è lo scenario attuale?
“Lo scenario attuale danneggia la sicurezza di tutti i cittadini: al posto delle guardie giurate, ripeto, noi siamo professionisti preparati specificamente a gestire le criticità ed a intervenire nelle giuste misure del caso, troppo spesso oggi le varie aziende private o pubbliche rimpiazzano il nostro ruolo di importantissimo filtro contro tutti i malintenzionati mettendo al nostro posto dei semplici custodi in divisa. Questo malcostume è dettato dalla volontà di moltiplicare i guadagni per chi gestisce il businnes stesso, perché riduce drasticamente la retribuzione spettante ai preposti, magari liquidati con soli 4 Euro l’ora senza corrispondergli straordinari o indennità di nessun tipo. Senza parlare dei rischi personali a cui si trovano esposti, loro malgrado, i malcapitati. Ci tengo a sottolineare che si permette a speculatori di bassa lega di attribuire a personale non qualificato né formato per gestire situazioni di pericolo o rischio, come portieri o custodi, attività di sorveglianza e sicurezza che sono fondamentali per dare certezze e serenità a tutti noi ogni giorno ed in ogni circostanza”.



Qual è la soluzione da voi auspicata?
“Le Guardie Giurate ritengono che la soluzione appropriata sia il rinnovo del contratto collettivo nazionale che vada a riconoscere un giusto aumento del profilo renumerativo a fronte del fondamentale lavoro da noi tutti svolto per i cittadini. Allo stato attuale il riconoscimento economico non è appropriato rapportato all’operato svolto dalla Guardia Giurata. Purtroppo, a danno della efficacie e pronta tutela della sicurezza collettiva e privata che noi Guardie Giurate prestiamo con professionalità e competenza, troppo spesso aziende come cooperative senza scrupoli, sostituiscono le risorse umane destinate alle nostre mansioni con figure che nulla hanno a che fare con la nostra preparazione, solo per ridurre i costi del lavoro ed aumentare i propri guadagni”.
Dal punto di vista sindacale com’è la situazione?
“La scelta di manifestare vuole essere anche una denuncia dell’inefficacia delle tutele sindacali queste mancanze sono state complici del nostro declino lavorativo. I sindacati, pur presenziando la commissione consultiva ai sensi dell’art. 260 quater del regolamento di esecuzione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, non hanno realizzato quanto necessario per scongiurare il peggio e si è prodotto invece un contratto peggiorativo rispetto al precedente, tutt’ora incapace di incidere sulla nuova e necessaria contrattazione”.
Ricapitolando, Presidente Raffi, rispetto al contesto lavorativo e sindacale, come vi sentite voi componenti dell’A.G.R.I.?
“L’A.G.R.I. è una realtà importante che rivendica attenzione da parte delle Istituzioni preposte affinché si riesca ad intervenire con misure legislative, economiche e sindacali appropriate. Del resto, oltre a sentirci forti perché accomunati da un obiettivo comune, tutti noi riceviamo supporti anche da movimenti e organizzazioni sindacali minori che, implicitamente, sorreggono le pretese delle guardie riunite d’Italia, supportate da disamine tecniche e analisi statistiche. Come Associazione siamo pienamente convinti della ideologia che ci appartiene ecco perché, con la manifestazione del 27 marzo, vogliamo richiamare l’attenzione con l’obiettivo di smuovere le coscienze collettive, arrivando a centrare equi obiettivi di riqualificazione lavorativa, sociale ed economica. Dignità alle Guardie Giurate!”.

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Alessandra Battaglia