Dopodomani, 14 luglio, il film “Daitona” approda all’Isola del Cinema

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12/07/2019   16:05

Dopodomani, 14 luglio, il film “Daitona” approda all’Isola del Cinema, la più prestigiosa rassegna estiva di Roma con la proiezione presso il CineLab alle ore 22:00.

Questo importante appuntamento segna un’altra tappa dell’avventura ufficiale della pellicola che vede il debutto alla regia cinematografica del giovane Lorenzo Giovenga che, insieme a Valentina Signorelli, ne firma anche la sceneggiatura.

Romano classe 1989, Giovenga dopo la laurea in Spettacolo teatrale, cinematografico e digitale a “La Sapienza” di Roma, nel 2014 approda a Sky Italia dove collabora mentre, parallelamente, nel 2015 realizza, insieme a Valentina Signorelli il docu-film Anséra - trace the future e, con Giuliano Giacomelli, dirige il corto “Gemma di Maggio”, finanziato dalla Regione Lazio e con la partecipazione di Franco Nero. Dal 2016 è alle prese con la sua opera prima “Daitona”.

Ad interpretare il protagonista c’è l’attore Lorenzo Lazzarini insieme ad un cast in cui spicca la sempre straordinaria Ornella Muti ed il bravissimo Pietro De Silva. Altri interpreti sono Luca Di Giovanni, Lina Bernardi, Noemi Guglietta, Chiara Serangeli, Roberto Fazioli.

La pellicola racconta –in 94 minuti- una giornata del protagonista Loris Daitona, uno scapestrato scrittore romano balzato agli onori della popolarità a soli 16 anni, per aver per aver pubblicato il suo unico e fortunato romanzo -il best-seller per adolescenti “Ti Lovvo”. E qui si inserisce subito la particolarità del protagonista che ha una storia fuori dallo schermo.

“Daitona” è in qualche modo uno spaccato di Roma ma il film si lega anche alla realtà, andando oltre lo schermo cinematografico e passando per le librerie attraverso il diario del protagonista. Lorenzo spiegaci come.

«Quasi sempre il cinema racconta storie che appartengono solo al grande schermo, invece noi abbiamo voluto creare un vero Loris Daitona, scrittore che, diciamo avesse già una vita, per quanto di pura invenzione, prima di arrivare sullo schermo e poi la riprendesse dopo il film. Volevamo seguire l’iter cronologico di Loris come fosse persona reale. Questo affinchè il nostro film avesse delle ricadute nella realtà: Loris è uno scrittore “reale” che, prima di diventare personaggio del film, ha dato realmente alle stampe il libro “Ti lovvo”, acquistabile sui maggiori piattaforme. Insomma il suo universo pensato per uno schermo bidimensionale è subito diventato tridimensionale, con numerosi rimandi tra immaginazione e realtà. Devo ammettere che questa scelta di seguire la vita del personaggio, scandita seguendo un iter cronologico naturale, in cui a 16 anni pubblica il diario che lo rende famosissimo e poi attendere che, dopo qualche anno, scivoli nell’oblio come accade a tante giovani promesse che sono come meteore nel cielo delle star di successo, è stato divertentissimo».

Quando inizia il film Loris ha 26 anni, giusto?

«Si, al risveglio non sa dove si trova e non ricorda nulla del giorno prima. Vede del sangue sul suo casco, riceve un messaggio sul cellulare e una chiamata che gli ricorda di portare un certo Passero Rosso in un luogo stabilito. Incredulo e confuso viene subito trascinato in un turbine di mirabolanti scambi di persona ed inspiegabili equivoci seriali. Farà incontri di dubbia entità con poetesse erotiche, teppisti schizzati, attori fanatici e viscidi editori».

Lorenzo, dopodomani sera “Daitona” sarà all’Isola del Cinema dopo essere stato al Cinema delle Province, scegliendo questi spazi state seguendo la mission del vostro progetto?

«Si, certo, volevamo che il nostro “Daitona” avesse una serie di proiezioni in linea con il nostro target e ci teniamo molto all’importante proiezione all’Isola del Cinema, una manifestazione splendida che regala grandi emozioni. Siamo felici perché grazie a questa opportunità ci rivolgiamo a tutte le persone che hanno voglia di vedere qualcosa di diverso dai soliti film. Il nostro film è frutto di scelte completamente indipendenti, siamo liberi da major, ma anche da stili e da leggi di mercato. Il film ha ricevuto moltissimi apprezzamenti all’estero prima di debuttare in Italia dove è stato in sala per tutto fine giugno. Dopo la serata all’Isola del Cinema saremo in giro in tutta Italia fino ad ottobre quando usciremo in dvd con Cecchi Gori».

Lorenzo, fino ad oggi come sta andando “Daitona”?

«Sono soddisfatto perché abbiamo avuto e stiamo avendo tanto interesse. Il film ci ha permesso di partecipare a diversi festival e ricevere vari riconoscimenti. Siamo stati al Festival Internazionale del Cinema di Salerno, all’Italian Film Fashion Fest di Belgrado. Poi, a settembre 2018, abbiamo partecipato con grande emozione a Palma de Mallorca all’International Films Infest Festival. L’esperienza spagnola ci ha regalato un trittico di premi: miglior attore protagonista nella categoria “Film internazionali” assegnato a Lorenzo Lazzarini; miglior montaggio nella categoria “Film internazionali” attribuito a Francesca Addonizio e poi la menzione d’onore all’interpretazione di Ornella Muti. Inoltre, l’agosto scorso, abbiamo partecipato al Festival Internazionale Inventa un Film di Lenola (Latina n.d.r.). Questi festival ci hanno dato tanta visibilità e sono stati esperienze emozionanti. Abbiamo vinto tanti premi, anche il premio a Londra come migliore idea, la menzione speciale se l’è aggiudicata la splendida attrice Ornella Muti mentre Lorenzo Lazzarini ha vinto il premio come miglior attore internazionale al Films Infest. Infine la fotografia curata da Daniele Trani ha ricevuto il premio al Festival Internazionale Inventa un Film».

Sei romano ed il film è ambientato nella Capitale, si tratta di una location scelta per un motivo particolare?

«Roma c’è e non avrei potuto scegliere un’altra città così speciale nell’immaginario di tutti, una città ricca di contraddizioni ma stupenda che nel film diventa quasi un altro personaggio. Sembra Los Angeles, popolata da maschere grottesche e caricature endemiche. Qui, in questa metropoli dalle mille facce, Loris deve trovare al più presto risolvere tutta una serie di questioni: cosa è successo la sera precedente? Cos'è il Passero Rosso? Cosa vogliono tutti da lui? E questa nostra versione della Città eterna è lo scenario ideale ed insostituibile. Come dicevo ho lavorato moltissimo per creare un immaginario filmico ex novo, che appartenesse solo a “Daitona”, con uno stile personale e definito. Sono andato in giro per la Capitale, ho filmato la “romanità”, mi sono fatto un sacco di corse a villa Torlonia e ho incontrato un gruppo unico di persone con cui poter realizzare qualcosa di bello, senza dover chiedere niente a nessuno».

Lorenzo, essendo tu un appassionato di cinema, che hai studiato e a cui ti sei avvicinato con dei cortometraggi, nel costruire l’universo di “Daitona” che rapporto hai legato tra questa tua passione e l’idea del film?

«Sicuramente un rapporto molto forte, il film è il risultato di quello che tutti i ragazzi della mia generazione hanno vissuto: sono cresciuto negli anni ‘90 e quindi sono stato esposto in maniera consistente all’immaginario e alla cultura d’oltreoceano. L’America quando si è piccoli è una cosa cool, lontana e irraggiungibile, mentre da grandi, volenti o nolenti, diventa un modello con cui confrontarsi. Molti registi della mia generazione lo stanno facendo, producendo un nuovo tipo di cinema, fresco e contaminato, che si riappropria dei generi e che ingloba parte di quell’immaginario “Made in USA” senza tuttavia perdere l’identità nostrana e la nostra vastissima tradizione culturale e cinematografica. In “Daitona” l’America appare in filigrana fin dal titolo, pervade la storia e i personaggi, tutto si carica come in un’avvincente vicenda Hollywoodiana piena di colpi di scena. Alla fine niente è come sembra, le maschere cadono una dopo l’altra e tutto si smonta come in un gigantesco gioco degli equivoci a ricordarci che siamo ancora nella vecchia e cara Italia, in cui tutto cambia affinché tutto resti uguale».

“Daitona” è il tuo primo film, quali sono gli ingredienti?

«Essendo la mia opera prima, ho cercato di metterci dentro tutto ciò che ho sempre amato. I marci personaggi Bukowskiani, le sghembe situazioni alla Fratelli Coen, l’attenzione dei dialoghi di Tarantino, la comicità surreale di Edgar Wright, la luce intermittente di Mario Bava fino alla fascinazione più recente per le serie televisive, capaci di creare mondi come mai prima. I generi si mescolano in un caleidoscopico pentolone che mi sono divertito a forgiare personaggio dopo personaggio. La storia diventa quasi un pretesto per raccontare speranze, frustrazioni e desideri di Loris Daitona e di tutti i personaggi che gli ruotano attorno».

Appuntamento per conoscere Loris Daitona il 14 luglio alle ore 21:00 presso l’Isola del Cinema di Roma, spazio dedicato alla proiezione nel CineLab. Per informazioni contattare l’organizzazione. 


Francesca Rubina Pepe