Albano laziale: “Anche la follia merita i suoi applausi. Storia del padiglione 25”

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23/05/2018   16:52


Il 28 maggio, dalle 9:00 alle 13:00, presso il cinema Alba Radians (via Borgo Garibaldi 6, Albano Laziale) si svolgerà l’incontro dal titolo “Anche la follia merita i suoi applausi. Storia del padiglione 25”. L’iniziativa, organizzata in collaborazione con il Comune di Albano Laziale, si inserisce all'interno degli eventi organizzati in occasione dei 40 anni della legge Basaglia e vuole favorire un momento di dibattito tra tutti i soggetti che oggi nei servizi e nel territorio operano quotidianamente contro lo stigma, per l'affermazione dei diritti e per un piena integrazione delle persone con disagio psichico.

Verrà proiettato il film “Padiglione 25, diario degli infermieri”, di Massimiliano Carboni e Claudia De Michelis, che racconta, attraverso interviste e preziose immagini di repertorio, la vicenda di quattordici infermieri del S. Maria della Pietà di Roma che nel 1975 avviarono un lento e faticoso lavoro di reinserimento progressivo dei degenti nella società.

Oltre ai due autori partecipano Tommaso Losavio, psichiatra e direttore del progetto di chiusura dell’ospedale S. Maria della Pietà, Maria Grazia Giannichedda, presidente Fondazione Basaglia e Vincenzo Boatta, che fu tra gli infermieri protagonisti di quel periodo. Introduce Narciso Mostarda, psichiatra e direttore generale della Asl Roma 6.

“Quarant’anni dopo la promulgazione della legge Basaglia riscontriamo ancora la modernità e la portata rivoluzionaria dei suoi principi ispiratori, come l’abolizione del concetto di pericolosità sociale del paziente, la soppressione della custodia manicomiale e della privazione della libertà dei malati. La legge 180 ha introdotto modelli di trattamento alternativi all’ospedale psichiatrico, derivanti da un capovolgimento di prospettiva: al centro della nuova strategia terapeutica non c’è più la malattia, ma la persona, con i suoi bisogni e i suoi diritti. Dovere della Sanità pubblica è tradurre in modo sempre più efficace questi principi, sviluppando sul territorio azioni concrete di inclusione sociale e di inserimento lavorativo”, dice il direttore generale della Asl Roma 6, Narciso Mostarda.