Il sogno disegnato da Iros per il Cardinale Lajolo

https://www.lacicala.org/immagini_news/09-06-2019/il-sogno-disegnato-da-iros-per-il-cardinale-lajolo-600.png
07/06/2019   10:49

Ha 36 anni, sguardo limpido e un dono nelle mani: la capacità di trasferire in disegni la realtà. Ha una doppia passione: la prima è realizzare soggetti dedicati al mondo dei fumetti, perché gli piacciono i supereroi ma adora anche i cattivi delle nuvole parlanti. La seconda è agli antipodi rispetto alla prima ma, si sa, gli artisti amano stupire e infatti il nostro giovane disegnatore ha una passione viscerale per i soggetti sacri. Purtroppo però, non è ancora riuscito a trovare un’opportunità stabile nell’arte, come ci racconta quando lo incontriamo mentre sta consegnando un o splendido cappellino da baseball completamente decorato per un appassionato di Joker.

«Lavoro nell’azienda agricola di famiglia, -dice il giovane artista- ma appena ho tempo libero mi dedico a realizzare piccole sculture, dipinti e disegni perché sogno di poter trasformare la mia passione e tutto il tempo dedicato agli studi in Accademia nel mio futuro lavorativo, ma è difficile».

Grande gratificazione però gli è arrivata grazie ai complimenti del cardinale e arcivescovo Giovanni Lajolo che custodisce nel suo studio una deposizione realizzata da Iros. Ecco, il nome, Iros è un regalo del nonno che ha voluto fortemente che il nostro artista portasse questo nome speciale perché gli avrebbe portato fortuna. Con un nome così non c’è bisogno di cercare un nome d’arte e, a giudicare dalla facilità con cui realizza disegni suggestivi ed originali, ha anche talento, manca solo una occasione che gli permetta di mostrare il suo valore.

Ma, nel frattempo, in attesa della sua grande occasione, il giovane Iros Bianchi, dotato anche di un carattere intraprendente, ha avuto un’idea simpatica e ha realizzato un’esposizione permanente presso il cinema di Colleferro. Così, chiunque va nel multisala, non può fare a meno di apprezzare questa vetrina tutta dedicata, con estro e creatività, ad una collezione molto speciale di opere realizzate ispirandosi ai personaggi del cinema di tutti i tempi.

«Vado spesso al cinema e disegno tanti personaggi delle pellicole Marvel e DC Comics. Sono in tanti a chiedermi di rendere speciali capi d'abbigliamento e accessori come magliette, cappellini, giubbini di jeans e di pelle. Mi chiedono di dipingere sui capi d'abbigliamento decorazioni originali e così, un giorno che ero arrivato al cinema prima, ho avuto l’idea di chiedere se potevo esporre le mie opere. Devo ammettere che il proprietario è stato subito entusiasta dei miei lavori e mi ha detto: “Quando sarai famoso ricordati di me!”».

Iros, grazie a questa vetrina ha avuto delle richieste?

«Si, ho ricevuto molte telefonate e devo dire che, al di là dei lavori che mi hanno commissionato, la cosa che più mi rende felice è che sto ricevendo tantissimi complimenti. Questo apprezzamento mi gratifica e crea in me ancora più determinazione e desiderio di cercare altre possibilità per esprimermi artisticamente».

Che tipo di stile ti piace di più?

«Direi che più di tutto mi piace fare disegni a mano libera in bianco e nero. Credo che la semplicità del tratto a matita sia il massimo per dare emozioni a chi guarda. Disegnare mi rilassa e vedo crescere il disegno che ho in mente sul foglio finchè non è perfetto in tutti i minimi particolari. Mi piace curare ogni dettaglio. Ebbene si, sono un perfezionista, non mi accontento mai e cerco sempre di dare il massimo quando disegno o dipingo. Mi piace realizzare opere sempre diverse con una interpretazione originale: per esempio anche quando realizzo disegni con personaggi dei fumetti, cerco sempre di dare realismo creando situazioni visive nuove, ci tengo molto a creare effetti dinamici e poi mi piace moltissimo sperimentare nuove soluzioni. Ho studiato tanto durante il periodo in Accademia, quindi adesso che padroneggio le tecniche, mi piace anche giocare con combinazioni diverse mai fatte. Non penso di aver disegnato mai allo stesso modo, mi impegno per migliorare sempre e cambiare. L’unica cosa che, fin dai tempi dell’Accademia non è mai cambiata è la mia grandissima passione per Michelangelo Buonarroti. Incantato da questo Artista fin da piccolo il maestro è il mio universo, per me guardare ai suoi immortali capolavori significa ispirarsi al grande genio più incredibile ed completo di tutti i tempi».

Come realizzi le tue opere?

«Per esempio, visto che amo ritrarre anche gli animali, ne ho disegnati moltissimi, mi piace dare anche il senso di tridimensionalità e così ho fatto una tigre utilizzando tecniche diverse anche materiche. A casa ho una stanza piena di miei disegni che creano un’atmosfera veramente particolare, raccontano la mia creatività in tutti gli aspetti».

Una felicità incontenibile si impadronisce di Iros mentre racconta con enfasi: «Il cardinale mi ha accolto con grande sensibilità, già solo ammirando come ha arredato i suoi spazi si capisce che ha un senso del gusto straordinario. Ho apprezzato la sua bellissima collezione di opere d’arte di gran pregio. Ha girato il mondo, conosce sei lingue, ha una cultura sconfinata. Ho scelto con cura quale soggetto realizzare per lui, visto che era il periodo di Pasqua, il Cardinale mi ha chiesto una crocifissione e ho voluto creare una composizione particolare».

Cosa hai scelto di realizzare per il cardinale e Arcivescovo Giovanni Lajolo?

«Sapevo benissimo che per me era una importantissima occasione e sapevo anche che il cardinale poteva avere qualunque opera, allora ho voluto riflettere per cercare di colpirlo con qualcosa di nuovo. Per il soggetto ho deciso subito: la crocifissione. Ma per delineare la composizione ho meditato molto. Per me è stato un lavoro importantissimo e di grande responsabilità. Ho una profonda passione per il Rinascimento, un'epoca stupenda per l'arte ma anche per gli artisti, un momento della storia in cui si dava valore all'idea della committenza che sa valorizzare gli artisti; così mi sono ispirato ai miei due punti di riferimento: i due Michelangelo, Buonarroti e Caravaggio. Ho voluto trasmettere tutto il senso di solitudine e di compassione, quell’abbraccio universale che ancora oggi avvolge i fedeli. E’ il mio omaggio personale, con qualcosa di imprevedibile perchè ho tratto fonte di ispirazione da un'affascinante opera incompiuta di Michelangelo. Ho voluto attraversare quel territorio inesplorato del suo magnifico disegno, linee e suggestioni in cui mi sono avventurato con dedizione, seguendo la mia vocazione. E' nato un regalo che ho voluto disegnare fondendo l’ispirazione tratta da Michelangelo ma anche ricordare la mia terra d'origine, Artena che ho disegnato inserendola nella parte alta della composizione in stile Giulio Romano».

Poi come ha accolto l’opera il Cardinale?

«E’ rimasto molto colpito, era entusiasta e ho visto con soddisfazione come ha continuato ad apprezzare i particolari ed io ero molto emozionato. Mi ha ricoperto di elogi e complimenti, ero al settimo cielo. Quel momento mi ha ripagato delle lunghe ore trascorse a disegnare accompagnato dalla musica anche di notte. Ad un certo punto mi ha detto che ha girato il mondo ma non aveva mai visto una deposizione così bella e particolare. Ecco vorrei dedicarmi solo a realizzare opere così, per emozionare gli altri, spero che nel mio futuro ci saranno altre opportunità di questo livello».

Cosa saresti disposto a fare per avere l’opportunità dei tuoi sogni?

«Nessuno si guadagna l’ingresso in questo mondo senza sacrifici, è estremamente difficile affermarsi ma farò tutto per superare gli ostacoli, ci vuole tanta determinazione. Rispetto a qualche anno fa, oggi ho trovato una forza diversa in me stesso, sono più consapevole delle mie potenzialità rispetto a prima e capisco che, per quanto sia legato alla mia famiglia, in particolare a mia sorella Melissa che mi ha sempre incoraggiato e sostenuto, se mi si offrisse l’opportunità dovrei rinunciare a tutto per dedicarmi solo all’arte. Sono pronto a trasferirmi ovunque, magari anche in America, per inseguire il mio sogno. Diciamo che non escludo nulla e sono disposto veramente a tutto perché, come mi ha ripetuto anche l'Arcivescovo Lajolo ‘sarebbe davvero un peccato perdere questo dono”. Sentire queste parole da Sua Eccellenza è stato il coronamento del mio sogno!».


Alessandra Battaglia