Livio Beshir ne "La strategia del colibrì" il 13 luglio alla Filarmonica di Roma

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02/07/2019   15:18

Tornerà in scena per un’unica data, il 13 luglio, ai Giardini della Filarmonica di Roma “La strategia del colibrì”, piece del regista Max Vado, tratta dal testo di Roberta Calandra che ha conquistato il pubblico nel debutto della scorsa primavera.

A dar vita all’intreccio, un giallo molto seducente e a tratti surreali, ci sono le attrici Valentina Ghetti e Barbara Mazzoni insieme all’affascinante attore Livio Beshir. Abbiamo intervistato il noto attore, conduttore e autore televisivo, apprezzato per la versatilità con cui si divide tra fiction, teatro e cinema vantando uno stuolo di fan che apprezzano anche la sua conduzione di famosi programmi TV in occasione degli speciali dedicati ai red carpet per la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, per il Festival Internazionale del Cinema di Roma, nonché per il Festival di Cannes in cui ha intervistato star del calibro di Johnny Deep, Al Pacino, Meryl Streep, Madonna, Lady Gaga e le celebrity più famose del cinema mondiale.

Livio, quali emozioni ti accompagnano oggi a distanza di qualche mese dal trittico di serate in cui “La strategia del colibrì” era stato presentato?

«Di gratitudine alla vita per avermi permesso di incontrare una straordinaria scrittrice come Roberta Calandra, un'autrice che ha saputo realizzare un testo con un valore ed un messaggio molto profondo, anche se lei dice che non vuole trasmettere messaggi con il suo lavoro. E poi mi sento grato alla vita per questa nuova opportunità, il 13 luglio, perché si è creato un mix speciale tra autrice e regista. Questo lavoro ha permesso a tutti noi di essere diretti da un regista geniale: Massimiliano Vado».

Livio, che tipo di rapporto si è creato tra il testo della Calandra e la regia di Vado?

«Molto particolare: si tratta di un mix tra due registri comunicativi totalmente diversi, appunto quello di Roberta Calandra e quello di Massimiliano Vado che, messi insieme, hanno creato davvero un gioiello a mio avviso, e di tutto questo mi sono reso conto in modo chiaro, non tanto durante le prove quanto proprio durante lo spettacolo questa primavera. È stata una vera rivelazione perché ancora nel corso delle prove, work in progress, non ero consapevole di come sarebbe venuta la resa in scena. Poi, mentre ero dietro le quinte, poco prima di entrare scena, mi sono reso conto di quale lavoro visionario avesse fatto Massimiliano nell’immaginare nello spazio e quindi anche all'interno della scenografia questo tipo di spettacolo».

Il 13 ritornerete ad interpretare i vari ruoli dello spettacolo che ha già debuttato (ne abbiamo parlato in un'altro articolo) la scorsa primavera; come aveva reagito il pubblico?

«Sono entusiasta di quello che c'è stato nei tre giorni a teatro, abbiamo avuto degli ottimi feedback da parte del pubblico che non ha solo assistito ma ha proprio partecipato allo spettacolo. Ringrazio per l’esperienza, ripeto, sento una grande gratitudine, sono felice perché il pubblico ha reagito molto positivamente vedendolo in scena e non vedo l’ora che arrivi il 13 luglio per tornare ad interpretare il mio ruolo».

Parliamo del tuo personaggio: non è sempre in scena, inoltre ci sono tre o quattro versioni di te stesso nel singolo personaggio, davvero molto particolare; come è stato creare questa interpretazione?

«Complesso, il mio personaggio è molto sfaccettato . Inoltre c’ è stata la sfida di entrare ed uscire ripetutamente di scena mantenendo la giusta tensione. Forse Inizialmente avevo sottovalutato questo aspetto. Creare e cambiare di volta in volta la molteplicità dei caratteri entrando e uscendo costantemente dal palco è stato un lavoro arduo, ma mi sono stra-affidato alla leggerezza e a quella che io vorrei definire l’eccezionale “stra-visionarietà” di Massimiliano Vado. Soltanto In scena ho avuto conferma di come tutto si armonizzasse a perfezione e mi sono reso conto di come alcune cose che Vado mi diceva in prova, magari tra una battuta e l'altra, fossero estremamente funzionali per la resa del mio ruolo» .

Il tuo personaggio, proprio per il fatto che entra ed esce di scena, ha funzionato all'interno dello spettacolo paragonandolo a un bel concerto come un metronomo.

«Grazie del complimento, si, come dicevo la difficoltà è proprio questa: è estremamente complesso articolare questo entrare ed uscire di scena mantenendo la giusta centratura del personaggio, tra l’altro con diversi registri».

Quale aspetto ti è piaciuto di più come attore?

«Toccare varie corde di me, perfino delle corde non sempre utilizzate. Nel cinema e nella fiction interpreto quasi sempre ruoli drammatici: il criminale, l assassino, colui che rappresenta il problema sociale insomma. Con “la strategia del colibrì” invece ho giocato su un registro brillante anche se con una serie di sfumature amare. È stato davvero stimolante».

Lo spettacolo ha inizio nella nebbia, tra suspance e tensione per cosa accadrà, per te e per il tuo ruolo che cosa significa?

«Io ho pensato al mago di Oz, a quelle atmosfere magiche, ma anche ad alcuni personaggi del film Suburbicon, thriller drammatico diretto da George Clooney. Insomma il mio è di certo un personaggio complesso, che persegue con determinazione un intento ben preciso, ma ha anche una doppia faccia, è abbastanza cattivo, con questa cattiveria funzionale però, paradossalmente, ad un intento nobile. Tutto si svelerà alla fine. Ma, per il resto, a parte questi aspetti oscuri del mio personaggio, devo ammettere che mi sono proprio divertito, perfino a realizzare qualche movimento come una sorta di danza».

Per vedere o, magari, rivedere lo spettacolo “La strategia del colibrì” c’è una sola data dell’estate romana: il 13 luglio, alle ore 21:30 presso i Giardini della Filarmonica di Roma, in via Flamina n.118. Per informazioni contattare il 349 1945453 oppure lo 06.4070056. 


Alessandra Battaglia